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Un gioiello senese solo oggi visibile: la chiesetta rinascimentale della Madonna dele Nevi

5 agosto 2017

Nella visita al centro storico di Siena diventa difficile immaginare che nel cuore della città con le architetture gotiche, vi si possa trovare invece uno dei più preziosi esempi di arte rinascimentale. Incamminandosi in via Montanini, dopo aver lasciato da pochi metri Piazza Salimbeni, si trova lachiesetta della Madonna delle Nevi. Nella città del Palio, l’edificio è un raro esempio nel suo genere, un ambiente intimo. Fatta costruire dal vescovo Giovanni Chinugi, primo presule della nuova diocesi di Pienza, istituita dal suo amico fraterno Pio II, la chiesetta sorge su Via Montanini, antico tracciato della Via Francigena, e terminata nel 1477.

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L’aspetto della chiesetta si mostra “a tempietto” seguendo uno stile che avrà molta fortuna nella seconda metà del Quattrocento a Siena. Non si conosce con esattezza l’autore della chiesa, nata come cappella gentilizia della famiglia Chinugi.

Se già l’esterno dell’edificio denota particolare eleganza, l’interno colpisce per la sua affascinante semplicità; sull’unico altare della chiesa è conservato uno dei capolavori della pittura senese del Quattrocento. La Madonna delle Nevi, il cui culto era presente a Siena, fu raffigurata in una mirabile tavola datata 1477 ed eseguita dal noto pittore Matteo di Giovanni.

Artista particolarmente sensibile alle novità rinascimentali, così come si può dedurre dall’attenzione alla resa prospettica del pavimento e del trono, vi è raffigurata la Vergine tra San Pietro, Giovani Evangelista, Lorenzo e Santa Caterina da Siena. Al di sopra del trono della Madonna, due angeli reggono due palle di neve, allusione al titolo con cui si onora la madonna il 5 di agosto, quando si ricorda il miracolo della neve a Roma nel 352 per la costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore. il dipinto di Matteo di Giovanni si pone come una delle più delicate composizioni dell’artista marchigiano che con uso sapiente della foglia d’oro nelle aureole e nella veste della Madonna, riuscì a conferire una pacata luminosità a tutta la composizione.

Per chi si trova a Siena è un’occasione assolutamente da non perdere poichéla chiesetta è aperta solo oggi al pubblico con ingresso gratuito; nel pomeriggio vi sarà la celebrazione di una messa e alle ore 18:00 un concerto per violino solo di Leonardo Ricci.


Michele Busillo

Guida turistica per la provincia di Siena

Un capolavoro robbiano in una chiesa di campagna: alle origini della Cappella di Vitaleta

3 marzo 2017

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Accade spesso di chiedersi dove si trovino, nella geografia della nostra Italia, certi posti che arrivano a legarsi spontaneamente alla memoria collettiva, vuoi per la loro popolarità, o, quando non si conoscono direttamente, per il semplice fatto si apparire alla nostra vista come immagini calde, attraenti, familiari.

A volte questi luoghi sono imponenti e complesse architetture, altre volte, molto più semplicemente, sono la somma di poche linee, una silhouette di colline e di alberi che si staglia su un fondo blu, di un blu magico, che, per quello che mi ha detto una studentessa francese qualche tempo fa, si vede solo in Toscana.

Ed è quando si attraversa in bici o in auto la Val d’Orcia, sul tratto della strada provinciale 146 da San Quirico a Pienza, che si ha modo di riconoscere, quasi con sorpresa, quella che, per popolarità, è una vera e propria “icona”, fotografata da migliaia di turisti ogni anno, un simbolo – assieme alla famosa corona di cipressi di San Quirico – del paesaggio toscano nel mondo: la chiesetta della Madonna di Vitaleta.

L’edificio, che evoca un’atmosfera così quotidiana e familiare per le sue piccole dimensioni, per il pozzo, i cipressi che lo affiancano, ha una storia sorprendentemente di grande fascino.

Per ripercorrere a ritroso le vicende della cappella, dalla Provinciale 146 da cui si vede la chiesetta, anziché proseguire per Pienza – da dove si può raggiungere la cappella – conviene tornare verso San Quirico d’Orcia, e una volta entrati nel centro storico, è opportuno visitare la chiesa di San Francesco. L’interno dell’edificio duecentesco è di rifacimento neoclassico, ma conserva importanti opere d’arte, tra cui il gruppo dell’Annunciazione, di Francesco di Valdambrino, e, sopra l’altare maggiore, una bella statua della Vergine.

Quest’ultima, una terracotta invetriata della bottega fiorentina dei Della Robbia, si trova in questa chiesa dalla metà dell’Ottocento, ma, prima di allora, era conservata proprio nella chiesetta di Vitaleta.

Da sempre oggetto di grande venerazione, questa immagine della Madonna è stata da sempre invocata dai sanquirichesi, specialmente quando in passato, in condizioni di particolari calamità come piogge abbondanti o prolungate siccità, dalla cappella la statua veniva trasportata alla chiesa di San Francesco, dove, con incessanti preghiere, i fedeli chiedevano e ottenevano l’intercessione divina nel porre fine ai flagelli che colpivano duramente le campagne.

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Una storia popolare, simile a quella di altre immagini “miracolose”, che però non arriva ancora a spiegare il motivo per cui, una statua come quella di Vitaleta, un’opera di grande qualità esecutiva, fosse in origine custodita all’interno di una modesta chiesa di campagna.

Avrete modo di sapere la risposta al quesito nel corso del tour in Val d’Orcia che potete richiedere, contattandomi  a info@guidaturistica-michelebusillo.com


Michele Busillo

Guida turistica per la provincia di Siena

Capodanno 2017: a Siena un calendario ricco di eventi

26 dicembre 2016

Come da tradizione, Capodanno è un momento in cui ci si riunisce con amici, o con la propria dolce metà, per salutare insieme l’arrivo del nuovo anno. Oltre alle classiche mete di montagna, sono in molti che, alla mezzanotte, amano stappare la bottiglia di spumante nelle piazze storiche delle città d’arte.

Se siete tra quelli che, per fare il conto alla rovescia, hanno pensato di raggiungere una città toscana, ecco per voi qualche suggerimento.

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Tra le città più interessanti in cui trascorrere l’ultimo dell’anno, Siena è certamente una delle più interessanti. Nota per la storica corsa del Palio – evento che si tiene in estate – la città, patrimonio UNESCO dal 1995, è capace di offrire ai visitatori un grande spettacolo anche nei mesi invernali; è proprio durante questo periodo natalizio quando, per le strade del centro, è possibile ammirare gli splendidi addobbi natalizi: da Via di Città, passando per Banchi di Sopra, fino ad arrivare in Piazza del Campo, il centro storico è un trionfo di colori e di profumi.

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Tra i vicoli medievali, non saranno soltanto gli occhi ad essere allietati dalle vetrine delle botteghe natalizie, ma anche il palato; basterà avvicinarsi a una delle storiche drogherie per essere attirati dai profumi che provengono dall’interno, dove le specialità sono prodotti e acquistati dai senesi per essere portati sulle tavole di famiglie e amici.

A Siena, sono i dolci a farla da padrone durante le festività; sebbene si trovino durante tutto l’anno, è in special modo in questo periodo quando vanno letteralmente a ruba.

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Tra i vari, il Panforte è il dolce di Siena più famoso in assoluto. Prodotto nella versione classica – detta Panpepato – o in quelle più ‘dolci’, come il Margherita, di solito si trova a fine pranzo sulle tavole coi Ricciarelli, gustosi e morbidi biscotti fatti con pasta di mandorle; a completare il quadro delle specialità ci sono i Cantucci, che vanno mangiati imbevendoli prima in un vino liquoroso, detto Vin Santo.
Oltre che nelle drogherie, è possibile degustare questi dolci come dessert in uno dei ristoranti od osterie che restano aperti anche a capodanno. Non aspettatevi sale immense; ai senesi le cose piacciono farle senza esagerazioni, e con cura.

Gli ambienti sono familiari, intimi. I cuochi o le cuoche che, con tanto amore, preparano le pietanze, amano prendersi cura dei propri ospiti, i quali vengono visti come delle persone care, motivo per cui i clienti in sala sono in realtà come degli amici.

Non perdete quindi l’occasione di vistare la città per questo capodanno, anche perché avrete l’opportunità di partecipare al ricco tabellone di eventi previsti per il 31 dicembre e per il primo dell’anno (tutte le info sulla sezione eventi di www.enjoysiena.it oppure cliccando qui ). Tariffe speciali per le visite guidate sono state pensate per le coppie, le famiglie o le piccole comitive. Per info potete contattarmi, senza nessun impegno, a info@guidaturistica-michelebusillo.com

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Michele Busillo

Guida turistica per il territorio di Siena

I vent’anni di UNESCO a Pienza

9 dicembre 2016

Pienza - Piazza Pio II

Si concludono oggi, 9 dicembre, le celebrazioni per il ventennale di Pienza riconosciuta patrimonio dell’Umanità. La città di Pio II porta a termine un programma che ha visto, nel corso del 2016, importanti eventi intitolati “Save the Beauty”, volti a valorizzare e a salvaguardare il patrimonio architettonico di Pienza, un borgo, non a caso, insignito anche della bandiera arancione come centro urbano che si distingue per la qualità del paesaggio e dell’architettura.
In occasione di questo ventennale verrà riaperta al pubblico la cattedrale pientina, che è stata oggetto di un intervento di consolidamento e restauro.

Gli incontri che si terranno a partire da questo pomeriggio, alle 15:30 — che sono la conclusione di un articolato programma — non sono soltanto l’occasione per celebrare il ventennale di questo importante traguardo, ma vogliono essere anche un momento di scambio e di dibattito sulle problematiche che investono i siti UNESCO nel mondo, spesse volte messi a rischio dagli eventi bellici — come ha recentemente confermato la tragica esperienza di Palmira, in Siria — o dall’incuria dell’uomo.


Michele Busillo

Guida turistica per Siena e provincia 

Per maggiori info sugli eventi inerenti “Save the Beauty” a Pienza, potete consultare il sito internet dedicato alla città: www.portalepienza.it
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