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Ultimi giorni per apprezzare il “buon secolo della pittura senese”

29 settembre 2017

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Si concluderà domenica prossima la mostra dal titolo “Il buon secolo della pittura senese”, mostra che coinvolge diverse sedi espositive della Provincia di Siena: a Montepulciano è ospitata nel Museo civico Pinacoteca Crociani, a Pienza nel Conservatorio di San Carlo Borromeo, mentre e a San Quirico d’Orcia trova allestimento nelle storiche sale del Palazzo Chigi.

L’esposizione, che vede nella cura del catalogo la partecipazione di importanti studiosi dell’ambito storico-artistico come Alessandro Angelini, Roberto Longi, Laura Martini e Gabriele Fattorini, rappresenta senza dubbio uno degli eventi più importanti nel panorama culturale senese degli ultimi anni, questo sia per la qualità delle opere esposte – alcune delle quali prese in prestito addirittura da musei stranieri –  e sia per la tematica affrontata il cui focus è fornire un quadro cronologico ordinato di quello che l’abate Luigi Lanzi definì “il Buon secolo della pittura senese”[1] – una felice definizione che ha dato appunto nome alla mostra.

Il percorso prende le mosse dai lavori giovanili di Domenico Beccafumi, chiamato a Montepulciano a realizzare nel 1507 un’immagine della Beata domenicana Agnese Segni, la mostra ha come prima tappa cronologica il museo poliziano, dove è appunto conservato il dipinto della beata domenicana a cui vengono accostate altre opere del “Mecherino” che ben illustrano gli esordi in quella Siena di primo Cinquecento, quelli della breve signoria di Pandolfo Petrucci e dell’attività di Pintoricchio – attivo nella Libreria Piccolomini – presto però eclissata dalle novità di Leonardo e di Raffaello.

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Le sale di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia presentano le opere realizzate da artisti quali Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e da suo genero, Bartolomeo Neroni detto il Riccio, anni che come capisaldi cronologici sono il sacco di Roma del 1527 e la fine della Repubblica senese, nel 1559.

Conclude il percorso cronologico la sezione espositiva di Pienza, dove nel Conservatorio di San Carlo Borromeo è documentata l’attività di alcuni caravaggeschi attivi in Toscana nel Seicento, come Francesco Rustici detto il Rustichino, Rutilio Manetti od Orazio Gentileschi, pittori intenti «all’investigazione della consistenza fisica delle cose».[2] Non mancarono nel Seicento manieristi attardati, come il pittore valdesano Alessandro Casolani, impegnato a volte in commissioni private in cui era necessario soddisfare i gusti della committenza, ancora legata alla tradizione precedente.

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Chi è di passaggio in Val d’Orcia in questo week-end non può perdere dunque l’ultima occasione di vedere riunite opere di qualità eccezionale, realizzate da artisti che, seppur in alcuni casi operarono all’ombra dei grandi maestri del Rinascimento maturo, furono protagonisti di rilievo in quel “buon secolo della pittura senese”.


Michele Busillo

Guida turistica per Siena e provincia

Bibliografia e note

[1] Introduzione a Il buon secolo della pittura senese, catalogo della mostra, Ospedaletto-Pisa, Pacini Editore 2017, p.9

[2] P.Corfaro, La luce del Caravaggio in Toscana, in Il buon secolo della pittura senese, cit., p.236


Alcune opere esposte
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Siena ospita il Salone mondiale del turismo per i siti UNESCO

24 settembre 2017

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Si conclude oggi la tre giorni del Salone mondiale del turismo dei siti UNESCO, un importante appuntamento nell’ambito turistico che, per la prima volta, è stato ospitato a Siena che, si ricorda, è stata dichiarata patrimonio UNESCO nel 1995.

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L’evento, che è patrocinato dalla Regione Toscana, vede negli suggestivi ambienti del Santa Maria della Scala l’allestimento di stand dove molte regioni italiane, oltre a quelli di altri paesi del mondo che vantano dei siti UNESCO.

Un appuntamento importante quindi che va a coincidere con un’altra iniziativa interessante, quella delle giornate
europee del patrimonio, iniziativa quest’ultima che permette nella giornata di oggi di entrare gratuitamente nei prestigiosi musei cittadini, come il complesso stesso del Santa Maria della Scala e nella pinacoteca nazionale


Michele Busillo

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“Siena dal ’200 al’400″: domani ultimo giorno per vedere la Collezione Salini

14 settembre 2017

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Domani è l’ultimo giorno per ammirare a Siena qualcosa unica nel suo genere. Nei Magazzini del sale, situati sotto il cortile del Palazzo Pubblico – lì dove molti turisti fanno la fila per comprare il biglietto e salire sulla torre del Mangia – c’è un qualcosa di altrettanto bello da vedere, e gratuitamente: “Siena dal ‘200 al ‘400” è il titolo della mostra che vede esposti le opere della collezione Salini, una delle più importanti al mondo per qualità dei contenuti. La raccolta, di proprietà dell’architetto Simon Pietro Salini e normalmente conservata presso la sua residenza senese che è il castello di Gallico (Asciano), è stata curata nell’allestimento dallo stesso collezionista, contribuendone anche finanziariamente.

La mostra, inaugurata lo scorso 15 giugno, rappresenta sia per i senesi e sia per i turisti un’occasione straordinaria di poter osservare opere – in totale ottanta – solitamente non esposte al pubblico.

Tra i capolavori esposti si ricordano qui, solo per il loro grado di popolarità tra gli storici dell’arte, il Crocifisso dipinto da Duccio (cat.4) il San Pietro di Giovanni Pisano (cat.12) e una Madonna con Bambino in trono di Jacopo della Quercia (cat.56).

La mostra però non fornisce semplicemente la vista di alcuni capolavori ma rappresenta invece l’opportunità, con catalogo alla mano, di ripercorrere concretamente l’evoluzione della storia dell’arte senese, una storia spesso fatta da nomi poco altisonanti le cui vicende artistiche s’intrecciano però strettamente con le personalità apportatrici di novità. A tal fine, risulta di estrema utilità il catalogo che raffronta opere coeve ai diversi periodi e conservate nei musei senesi e nel resto del mondo.

Oltre a sculture e a dipinti, è di particolare interesse anche la sezione di ceramiche, una collezione che spazia dalla maiolica “arcaica” del ‘200 fino a pezzi risalenti agli inizi del ‘500.

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La raccolta di ceramiche Salini costituisce un ulteriore opportunità di ripercorrere l’evoluzione stilistica delle terrecotte, nonché dell’evoluzione tipologica connessa ai suoi diversi usi.

È un filo rosso quindi ciò che lega le opere esposte della collezione Salini, un filo logico e coerente tessuto mediante le attente scelte del collezionista che, dal Maestro di Tressa fino ad arrivare a Jacopo della Quercia, ha regalato a Siena la possibilità di riscoprire la memoria storica della sua straordinaria arte.


Michele Busillo

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Un gioiello senese solo oggi visibile: la chiesetta rinascimentale della Madonna dele Nevi

5 agosto 2017

Nella visita al centro storico di Siena diventa difficile immaginare che nel cuore della città con le architetture gotiche, vi si possa trovare invece uno dei più preziosi esempi di arte rinascimentale. Incamminandosi in via Montanini, dopo aver lasciato da pochi metri Piazza Salimbeni, si trova lachiesetta della Madonna delle Nevi. Nella città del Palio, l’edificio è un raro esempio nel suo genere, un ambiente intimo. Fatta costruire dal vescovo Giovanni Chinugi, primo presule della nuova diocesi di Pienza, istituita dal suo amico fraterno Pio II, la chiesetta sorge su Via Montanini, antico tracciato della Via Francigena, e terminata nel 1477.

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L’aspetto della chiesetta si mostra “a tempietto” seguendo uno stile che avrà molta fortuna nella seconda metà del Quattrocento a Siena. Non si conosce con esattezza l’autore della chiesa, nata come cappella gentilizia della famiglia Chinugi.

Se già l’esterno dell’edificio denota particolare eleganza, l’interno colpisce per la sua affascinante semplicità; sull’unico altare della chiesa è conservato uno dei capolavori della pittura senese del Quattrocento. La Madonna delle Nevi, il cui culto era presente a Siena, fu raffigurata in una mirabile tavola datata 1477 ed eseguita dal noto pittore Matteo di Giovanni.

Artista particolarmente sensibile alle novità rinascimentali, così come si può dedurre dall’attenzione alla resa prospettica del pavimento e del trono, vi è raffigurata la Vergine tra San Pietro, Giovani Evangelista, Lorenzo e Santa Caterina da Siena. Al di sopra del trono della Madonna, due angeli reggono due palle di neve, allusione al titolo con cui si onora la madonna il 5 di agosto, quando si ricorda il miracolo della neve a Roma nel 352 per la costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore. il dipinto di Matteo di Giovanni si pone come una delle più delicate composizioni dell’artista marchigiano che con uso sapiente della foglia d’oro nelle aureole e nella veste della Madonna, riuscì a conferire una pacata luminosità a tutta la composizione.

Per chi si trova a Siena è un’occasione assolutamente da non perdere poichéla chiesetta è aperta solo oggi al pubblico con ingresso gratuito; nel pomeriggio vi sarà la celebrazione di una messa e alle ore 18:00 un concerto per violino solo di Leonardo Ricci.


Michele Busillo

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