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La Virtù “orientale” dipinta da Pollaiolo agli Uffizi

09 Set 18

Quello delle Virtù è un soggetto iconografico sempre più frequente negli ultimi secoli del Medioevo. La Temperanza, qui visibile nell’immagine, fa parte della serie dipinta da Piero del Pollaiolo e dal giovane Botticelli per il Tribunale di Mercatanzia nel 1470 circa, una delle istituzioni più importanti dell’ambito commerciale fiorentino.

Oggi conservato agli Uffizi, il complesso di tavole diventa motivo ulteriore per la visita al museo, specialmente dopo le ricerche che sono state condotte sulle suggestioni islamiche a Firenze nel Rinascimento e i cui risultati si possono vedere nell’interessante mostra dal titolo “Islam e Firenze, Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”, curata da Giovanni Curatola e aperta fino al 23 settembre.

Allestita negli stessi Uffizi (Aula Magiabechiana) e al Bargello, la mostra e il ricco catalogo mettono in evidenza i molti esempi di citazione, nell’arte fiorentina e non solo, di manufatti provenienti da aree si cultura islamica. Uno degli esempi è proprio la Temperanza del Pollaiolo: il tappeto visibile sotto il gradino del trono, dove la figura è seduta, presenta un motivo geometrico di chiaro rimando orientale che, secondo il gergo tecnico, è definito small pattern. Oltre a quello, il mesciroba retto sulla gamba sinistra dalla figura, è un altro oggetto che dimostra l’influenza esercitata dalle manifatture di cultura islamica su quelle occidentali di cui il contenitore, per i motivi che potranno essere approfonditi nel corso di una visita guidata, è la rielaborazione di una bottega locale.

 

Oggetti in metallo e ceramiche prodotte in aree di cultura islamica furono particolarmente apprezzate dai facoltosi mercanti in Occidente, e anche a Firenze, dove ad esempio già nel Trecento era iniziata la circolazione di oggetti di raffinata fattura, intensificatasi questa nel Quattrocento. Ma i rapporti tra i due mondi non furono a senso unico, poiché anche preziosi manufatti realizzati in Occidente furono richiesti dai Sultani, anch’essi interessati, come i mercanti occidentali, al possesso degli oggetti rari che venivano apprezzati in quanto espressione di ricchezza e potere.

Grazie all’intenso lavoro condotto negli ultimi due anni da un comitato scientifico formatosi in previsione di questa mostra, è oggi possibile avere un’arricchita visione delle opere che già fanno parte delle collezioni degli Uffizi e del Bargello, andando a rintracciare in molti casi tutte le sorprendenti – e spettacolari – suggestioni orientali.


Michele Busillo

Guida turistica di Firenze e Siena 

 

Bibliografia
Islam e Firenze, Arte e collezionismo dai Medici al Novecento; Catalogo della mostra a cura di Giovanni Curatola, Giunti Editore, Firenze, 2018.
This post was written by Michele Busillo
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