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Quando l’arte è stata finalmente donna

08 Lug 18

Firenze è stata lo scenario in cui l’Arte, a partire dal Trecento, è divenuta il mezzo-espressione della società. E’ sempre nella città del Giglio che la parola Arte, in quanto sostantivo femminile, ha assunto un’ulteriore valenza nel corso del tempo, perché è nei suoi musei che l’Arte – la Pittura nello specifico – ha trovato una formulazione tutta al femminile.

Artemisia Gentileschi, tra le primi pittrici di tutta la Storia dell’Arte,  proveniva da Roma. Fu accolta a Firenze e la sua arte apprezzata dal Granduca Ferdinando II, in un tempo in cui l’Arte di femminile aveva soltanto i soggetti.

Nella sua tela, conservata agli Uffizi, la violenza nell’Oloferne sgozzato dall’eroina Giuditta si fa evento catartico.

 

Il lessico caravaggesco della morte e del sangue è adoperato da Artemisia per “esorcizzazione” quell’abuso che purtroppo lei, in quanto donna, fu costretta a subire in un ambiente come quello degli atelier che era dominato dagli uomini. Con il  suo pennello, Artemisia da forma e contorno al suo spazio esistenziale, portando a compimento un iter professionale che fu un’autentica conquista sociale; la sua pittura fu l’opportunità di esprimere il proprio spessore intellettuale, così come la sua eroina Giuditta fece vincendo il nemico. E’ una vittoria ottenuta, come nella controparte michelangiolesca, grazie all’intelletto e non con forza fisica o armi seduttive.

La pittrice nasceva l’8 luglio 1593. Buon Compleanno Artemisia!


Michele Busillo

Guida turistica di Firenze e Siena

This post was written by Michele Busillo
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