Corteo dei Magi Bartolo di Fredi

Camminando per le sale della Pinacoteca di Siena, nella Sala 5 vi capiterà ad un tratto di ammirare uno dei dipinti a mio avviso più affascinanti di tutto il Museo: l’Adorazione dei Magi.

L’opera è unanimemente considerata il capolavoro di Bartolo di Fredi, uno dei pittori senesi più prolifici a Siena nella seconda metà del Trecento, periodo in cui l’originalità e l’altezza degli esiti raggiunti da Simone Martini e dai fratelli Lorenzetti nella prima metà del secolo rimasero dei punti di riferimento per la generazione di artisti successivi.

Il dipinto di Bartolo di Fredi è una tempera su tavola ed è divisa in due registri narrativi.

In basso in primo piano troviamo sulla destra la Vergine che regge il bambino davanti a cui si prostrano i Magi. Mentre il primo dei tre Magi si inginocchia per baciare i piedi del bambino, mentre San Giuseppe dietro di lui si trova costretto a reggere il dono portato dal re. la Corona è poggiata a terra come simbolo dell’omaggio dei potenti della terra.

Quello che caratterizza i personaggi del corteo è la sontuosità e la foggia esotica delle vesti (da notare i cappelli a punta tenuti dai paggi che sono un richiamo alla provenienza orientale dei re), così come le espressioni che sono in alcuni casi caricaturali. Come lo stalliere che, mentre digrigna i denti, trattiene per le briglie un cavallo molto agitato.

Vicino a uno dei palafreni trova poi spazio un cane che, con atteggiamento impassibile, rimane accucciato senza il minimo timore di essere calpestato dall’imponente animale al suo fianco. È possibile ravvisare in queste figure un richiamo simbolico alla lotta tra il bene e il male: il cane infatti è di solito associato alla fedeltà, così come il cavallo è quasi sempre simbolo di lussuria. L’agitazione del cavallo può essere quindi interpretata come la disapprovazione del maligno per la nascita del Redentore, colui che salverà l’umanità dal peccato e che ora si rivela nella sua divinità (la parola “Epifania” in greco significa appunto “manifestazione“). Alle spalle del gruppo della Vergine con San Giuseppe sta un’edicola che, seppure ricorda vagamente quella nell’Annunciazione della Maestà di Duccio (ora alla National Gallery di Londra), resterebbe uno spazio non abitabile se non fosse per la Vergine che è collocata dietro al pilastrino all’estrema destra.

Adorazione dei Magi Bartolo di Fredi

Nella parte superiore del dipinto  troviamo rappresentate due scene: sulla sinistra vediamo l’ingresso dei Magi a Gerusalemme, dove sono ricevuti da Erode, mentre la scena sulla destra descrive ciò che avviene dopo l’adorazione del bambino, quando i Magi, avvisati dall’angelo delle cattive intenzioni di Erode, fecero una strada alternativa per tornare alle loro paesi d’origine, guidati dalla stella secondo quanto scritto nel Vangelo di Matteo.

Rievocando le scene del Buon Governo di Lorenzetti, Gerusalemme è qui rappresentata come la Siena contemporanea al pittore: cinta da mura in mattoni e punteggiata da alti edifici tra i quali emerge, inconfondibile, il profilo del Duomo con le sue pareti zebrate.

Un ulteriore dettaglio si può scorgere dalla città che sta sulla via del ritorno dei Magi, dove a mio avviso è di nuovo la Cattedrale ad essere rappresentata, stavolta però vista dalla zona ovest, quella dove c’è la Basilica di San Domenico.

Secondo alcuni studiosi come Moran e Freuler, quest’Adorazione dei Magi, un tempo inserita in un politico più grande, sarebbe stata realizzata per una cappella del Duomo di Siena, però non si conosce l’esatta provenienza del dipinto, anche se alcuni frammenti della predella con soggetti domenicani suggerirebbero una committenza da parte dell’ordine.

I dubbi restano ma l’ipotesi sembra plausibile poiché Bartolo fu chiamato, alcuni anni dopo, a realizzare una pala con la Trinità nella chiesa di San Domenico. Infine ricordiamo che quando il pittore morì, nel 1410, fu seppellito proprio nel chiostro dell’omonima chiesa.

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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