Cappella del Voto
Risulterà sorprendente ai più che in una città come Siena, nota per le sue ‘eccellenze medievali’, si possano trovare capolavori dell’architettura e della scultura barocca. Per scoprire uno di questi tesori d’arte basterà al visitatore attraversare la navata del Duomo e, una volta arrivato sotto la cupola, spostarsi sulla destra. Dopo aver percorso pochi metri, si troverà davanti alla Cappella del Voto (FIG 1).Eretta per volontà del papa senese Alessandro VII Chigi – che nel 1660 decise di far costruire una cappella di famiglia nel Duomo cittadino – la cappella fu realizzata su disegni di Benedetto Giovannelli Orlandi.

L’ambiente si presenta a pianta circolare e con le pareti scandite da bellissime colonne di marmo verde africano, sopra le quali s’innalza una cupola con tamburo (FIG 2).  Dei lacunari di forma esagonale ritagliano lo spazio di questa volta dorata; questi poi si riducono in scala via via verso il centro, enfatizzando così anche il senso dell’altezza di questo spazio.

 

Cappella del Voto

 

Sopra l’altare della cappella si trova una tavola dipinta che raffigura la Madonna con Bambino (detta dai senesi Madonna del Voto); un tempo questa tavola faceva parte di un polittico più grande, risalente al XIII secolo, tradizionalmente attribuito dalla critica al pittore Guido da Siena.

Dopo essere rimasto per un momento sulla soglia d’ingresso,il visitatore entra nella cappella, e ai lati incontra in delle nicchie due capolavori del grande scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini: le statue della Maddalena e di San Girolamo.  Le statue presenti nelle altre due nicchie di fianco all’altare, Santa Caterina da Siena e San Bernardino, sono opere di due importanti collaboratori del Bernini, Antonio Raggi ed Ercole Ferrata.

Alla fine di questa breve descrizione della Cappella del Voto, volevo destare l’attenzione del lettore parlando delle colonne di marmo che arricchiscono questo sontuoso ambiente. Sono colonne costituite dal cosiddetto “marmo verde africano” (chiamato così per via della provenienza) e si tratta di elementi risalenti a un’epoca molto più antica alla costruzione della cappella: infatti, trovandosi disponibili queste pregevoli colonne, il papa volle che l’architetto Orlandi adattasse la forma del nuovo edificio da costruire sulla misura di queste.

Ma c’è ancora una cosa più interessante da sapere: la tradizione vuole che questi marmi provengano da uno dei monumenti più importanti della Roma cristiana e che, per essere portati a Siena, furono addirittura trafugati di notte dall’Urbe per poi essere imbarcati su una nave che arrivò a Livorno, dopo un periglioso viaggio che durò quasi due mesi.

Se volete scoprire qual è il luogo della presunta provenienza di queste colonne, così come qual è il complesso significato nascosto dietro alle opere presenti nella cappella, prenotate una visita guidata alla Cattedrale.

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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