Una nuova esperienza di visita agli Uffizi

Una visita alla Galleria degli Uffizi diventa ora un’esperienza più completa grazie al nuovo allestimento delle Sale dedicate ai pittori veneti del Cinquecento. Si tratta di un nucleo di opere – quelle del museo fiorentino – che, come giustamente veniva ricordato in Finestre sull’Arte, è uno dei più importanti al mondo e che per troppo tempo è rimasto diviso, smembrato tra opere visibili e altre – molte – ricoverate nei depositi. Finalmente l’apertura delle nuove sale restituisce ai Veneti degli Uffizi nuova dignità e una visibilità inedita, mai apprezzata finora.

Un nuovo colore di fondo

Il verde che ora fa da sfondo è un colore bello, intenso , un colore per una pittura fatta puramente e precipuamente di colore. Oltre alle opere già permanente esposte, come la Venere di Urbino di Tiziano, c’è ora finalmente lo spazio per apprezzare quei dipinti che erano stati conservati nei depositi, come il bellissimo Martirio di Santa Giustina, un’opera del grande Paolo Veronese.

Paolo Caliari, detto appunto il Veronese, aveva restituito con la sua “iridescente” tavolozza l’immagine gloriosa della Venezia di metà Cinquecento, dove egli fu protagonista indiscusso. In questa piccola tela, egli rappresenta il martirio di Santa Giustina, martire padovana uccisa durante le persecuzioni di Diocleziano.

Una scena “non drammatica”

Ad eccezione del volto pateticamente sofferente della santa, in realtà qui nulla ci appare realmente drammatico. Veronese annulla ogni percezione della gravità dell’evento, questo grazie soprattutto alla capacità del pittore nel trasformare «in una solare e festosa allegria qualunque soggetto», persino un martirio.

La drammaticità dunque ci sembra assente in questa scena, sebbene essa non sia priva di una significativa teatralità: le figure, rappresentate con una visuale dal basso verso l’alto – un’angolazione che fu tipica dello stile di Veronese – occupano il palcoscenico. La loro recitazione è aulica, solenne, un impressione che viene ulteriormente enfatizzata da una quinta architettonica che ci ricorda il classicismo degli edifici palladiani. Giustina, la protagonista di questo dramma teatrale, è vestita secondo la moda delle nobildonne veneziane contemporanee e il suo è in effetti un abito dai tessuti preziosi e dai colori cangianti. Il coltello che appena perfora il sensuale e candido petto della donna pare essere solo un effetto speciale cinematografico.

Come sul palco di un teatro

Quando si guarda questo quadro, passando attraverso il corridoio che ora collega le nuove sale degli Uffizi, si ha come la sensazione di sbirciare da una delle botole del palco, mentre gli attori sulla scena stanno interpretando il dramma e noi siamo i fortuiti spettatori di questo mondo variopinto che, inaspettatamente, si è aperto davanti ai nostri occhi con tutto il suo tripudio di suggestioni luminose, di colori squillanti e di pose seducenti.

Non tardate a visitare queste nuove sale, lo spettacolo è già iniziato.

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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