Le riscoperte dopo la pandemia

In quest’anno tutto particolare, in cui la pandemia ci ha costretti a rimanere a casa avendo però a disposizione una vasta e variegata offerta di webinar (e con chi ha da tempo annunciato di lanciare una “Netflix della cultura” che spero proprio non serva), ci siamo messi a ri-scoprire le tracce della storia nostrana. Molti operatori del settore turistico – me compreso – si sono reinventati il lavoro proponendo mete e storie alternative ai clienti locali, quelli che era difficile da soddisfare perché “avevano ormai già visto tutto”.

Un simile esercizio virtuoso ha dato dei risultati positivi: si sono conosciute storie di chiese, di artisti, di zii e parenti vari di cui non si aveva la più vaga idea; questo per dire che non tutto il ‘male’ è venuto per nuocere e lo dico rimanendo avulso da ogni retorica.
Approfittando di questo mi auguro lungo trend di voglia di scoprire cosa si nasconde dietro casa, segnalo in questa sede un’opera sconosciuta ai più, così come sconosciuta per molti rimane ancora la Pinacoteca Nazionale di Siena. Questo museo, ubicato nell’antico e raffinato Palazzo Bonsignori, ospita una delle più grandi collezioni al mondo di dipinti a fondo oro. Già solo questo dato avrebbe dovuto spingere il turismo dell’era pre-covid a darci una sbirciata, ma è accaduto invece che il museo non sia stato oggetto di particolare attenzione se non dei visitatori più attenti e delle iniziative di qualche lungimirante associazione di guide che ne ha proposto percorsi tematici. Le grandi masse turistiche hanno conosciuto di Siena il percorso che va dalla Basilica di San Domenico al Duomo di Santa Maria Assunta, punto.

In quest’anno che definisco incompleto, perché era iniziato anche abbastanza bene ma che poi ha avuto l’evoluzione che conosciamo, mi va di parlare di un’opera che è per certi versi incompleta: si tratta della Natività di Francesco di Giorgio Martini.

Uno dei più grandi artisti nel Quattrocento

L’autore del dipinto fu una personalità tra le più grandi a Siena nel Quattrocento ed è un artista che vi confesso mi sta affascinando sempre di più, man mano che scopro le sue opere disseminate nei musei e nelle chiese non solo del Senese ma dell’Italia intera (un suo bellissimo rilievo in bronzo si trova nella chiesa del Carmine a Venezia). Oltre che nella pittura e nella scultura e nel disegno, Francesco di Giorgio ha lasciato un contributo importantissimo nell’ambito dell’architettura, sia come progettista che come trattatista; fu tanto apprezzato come architetto che, così come fece Firenze con il suo Giotto, la Repubblica di Siena tentò di tenerselo stretto quando le corti italiane lo reclamarono.

Sono diverse i dipinti di Francesco di Giorgio conservati nella Pinacoteca di Siena; come però notava Luciano Bellosi, si rimane un po’ delusi guardando le opere pittoriche dell’artista se le si mette a confronto con le opere in scultura. Guardando nello specifico la Natività, c’è qualcosa di incoerente nella visione complessiva del dipinto, dovuta a due mani diverse che riflettono dunque due qualità diverse, una del maestro, l’altra di un collaboratore, individuata dallo studioso.

I bei dettagli di un’opera ‘incompleta’

Di quest’opera, che possiamo definire dunque incompleta perché eseguita materialmente solo in parte dall’artista, è bello comunque apprezzare alcuni bei dettagli, come la elegantissima testa della Vergine, o le pieghe del manto «guizzanti» e «impregnate di luce, differenziate nelle forme e negli spessori».

Cosa molto significativa della scena è la rappresentazione di rovine antiche sullo sfondo, un elemento che evidenzia l’attenzione dell’artista verso la citazione dell’antico e che prenderà caratteri più ben evidenti in opere successive, come l’Adorazione dei Pastori nella Basilica di San Domenico.

Questo dipinto è stato realizzato per il Convento di Monteoliveto, fuori Porta Tufi (oggi distrutto). Per la stessa comunità di Olivetani l’artista ricevette la commissione dell’Incoronazione della Vergine, sempre conservata in Pinacoteca.

L.Bellosi, Il problema di Francesco di Giorgio pittore, in Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro: atti del convegno internazionale di studi, Urbino, Monastero di Santa Chiara, 11-13 ottobre 2001, Biblioteca dell’Archivium Romanicum. Ser. 1: Storia letteratura  paleografia, 317.

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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