san lorenzo in ponte

“Ut omni hebdomada, animam unam eripiat de purgatorio igne feria sexta”

Un’anima salvata dalle fiamme del Purgatorio, questa volta non da Cristo o dalla Vergine ma da San Lorenzo. È l’immagine di un’iconografia rara che si conserva sulle pareti dell’Oratorio di San Lorenzo in Ponte a San Gimignano.

L’edificio, eretto nel XIII secolo su un luogo storicamente importante nell’ambito dello sviluppo urbanistico che interessò la cittadina valdesana in quell’epoca – come lo stesso toponimo di “ponte” suggerisce – è uno di quei luoghi da riscoprire, per chi avesse già familiarità col suo nome, e da conoscere per chi visita San Gimignano per la prima volta.

Ritornato ad essere ammirato a seguito di restauri agli inizi del Novecento, dopo una serie di vicende che l’avevano visto trasformato in una tinaia, poi in frantoio e infine in un deposito di mattoni e calce, questo antico luogo di culto, oggi sconsacrato, è uno di quei tesori d’arte che narra anche la storia di San Gimignano: lo fa grazie alle immagini straordinarie che sono qui conservate, testimoni non solo dello stile dei pittori che vi hanno lavorato, ma soprattutto delle tendenze specifiche di alcuni periodi che spinsero i committenti a volere rappresentati determinati temi.

Può essere menzionata ad esempio una delle più interessanti e misconosciute raffigurazioni dei dannati nell’Inferno direttamente ispirato alla prima Cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, come ha sottolineato l’eminente storica dell’arte fiorentina e Presidente dell’Opera di Santa Croce Cristina Acidini in una recente pubblicazione che fa luce sull’iconografia e la storia dell’edificio.

Sulla parete destra dell’oratorio, a navata unica, si dispiegano le immagini dei dannati in alcuni gironi – con le loro relative pene – in uno stato purtroppo lacunoso e dal “palinsesto difficile”, sempre come ha evidenziato la studiosa fiorentina.

Dettaglio degli affreschi del Purgatorio

Se è l’Infero dantesco quello che compare sulla parete destra, su quella di fronte troviamo immagini altrettanto affascinanti che, seppur anch’esse lacunose, conservano dei dettagli davvero sorprendenti.

Qui il santo titolare appare disceso nel Purgatorio pronto a salvare, come ho detto sopra, un’anima dalle fiamme.

È un’iconografia più unica che rara quella del santo che ha facoltà di riscattare un’anima dalle fiamme purganti e la sua presenza qui a San Gimignano ha un’importanza duplice, sia come testimonianza di un’antica tradizione secondo la quale, come sostiene la docente di Iconografia e tradizione classica dell’Università di Siena Marilena Caciorgna nella stessa pubblicazione sopra citata, a Lorenzo sarebbe stata data la possibilità di salvare un’anima dal Purgatorio ogni venerdì in quanto era morto martirizzato (ut omni hebdomada, animam unam eripiat de purgatorio igne feria sexta) – tra l’altro proprio tra le fiamme –, sia per comprendere il possibile ruolo dell’oratorio, usato dai sangimignanesi come luogo dove pregare per ottenere la liberazione delle anime dei propri familiari.

San Lorenzo e San Gregorio riscattano le anime del Purgatorio (dettaglio)

La figura di Gregorio Magno e una testa coronata

Rafforzerebbe questa tesi la presenza di San Gregorio Magno accanto a quella di Lorenzo nell’affresco del Purgatorio, santo a cui risalirebbe l’uso di celebrare una messa nel trigesimo dalla morte «con valore liberatorio» e che godeva già di particolare venerazione a San Gimignano (si veda il suo legame con la vicenda di Santa Fina).

Oltre a ciò, Gregorio è rappresentato in San Lorenzo in Ponte a San Gimignano nella stessa funzione di riscattare un’anima, ma quest’ultima ha un dettaglio che non è casuale: la testa coronata permette di identificare il personaggio con un regnante. Gli studiosi hanno riconosciuto in questi l’imperatore Traiano che è legato alle vicende agiografiche del pontefice, così come descritto dai Padri della Chiesa e dallo stesso Dante che cita sia l’imperatore che Gregorio Magno nel Purgatorio e nel Paradiso della Commedia – un dato questo che ha particolare interesse nell’ottica delle vicende artistiche che interessano San Lorenzo in Ponte.

Immagini di riscatto dalla dannazione eterna, così come quelle di carattere moraleggiante che vedono la presenza anche di un Trionfo della Morte, sulla falsa riga del noto omonimo tema dipinto nel Camposanto di Pisa da Buffalmacco, sono solo alcune delle suggestive rappresentazioni che si possono ammirare nell’Oratorio di San Lorenzo al Ponte a San Gimignano.

La pubblicazione sopra menzionata e che riporto qui in bibliografia descrive in maniera sistematica tutte le dinamiche storiche e artistiche di questo gioiello di San Gimignano.

Se comunque siete interessati a scoprire l’oratorio con una visita guidata potete contattarmi. L’oratorio rimane comunque aperto tutti i giorni d’estate dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30, nell’orario invernale dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:30. Per accedere all’oratorio basta essere in possesso del biglietto dei Musei civici o del San Gimignano Pass.

V.Bartoloni (a cura di), San Gimignano – La Chiesa di San Lorenzo in Ponte, Atti della Giornata di Studi, San Gimignano, Sala Tamagni, 6 Ottobre 2018, Sillabe 2020