Quella nella foto è la casa in cui il grande pittore senese, Duccio di Buoninsegna (1255-1318-19), ha dipinto la Maestà per il Duomo di Siena.

Particolare dell'Iscrizione sul muro della casa di Duccio

Particolare dell’Iscrizione sul muro della casa di Duccio

La grande Pala d’altare, «la più grande tavola dipinta della scuola italiana a noi pervenuta» (cit. Torriti), fu commissionata all’artista il 9 ottobre 1308. Terminata nel 1311, l’opera uscì dalla casa dell’artista il 9 giugno dello stesso anno, e portata solennemente in processione verso la Cattedrale, con la presenza delle autorità cittadine e del popolo senese.

 

Il prospetto della Maestà come doveva presentarsi prima dello smembramento del 1771

La tavola fu collocata sull’altare maggiore del Duomo e lì rimase fino al 1505, quando fu trasferita presso l’altare di San Sebastiano (sempre in Cattedrale).

Nel 1771 fu purtroppo smembrata e divisa in più parti, al fine di separare la parte dipinta sul prospetto da quella dipinta sul retro: il capolavoro di Duccio era, infatti, una pala dipinta su tutte e due le ‘facce’.

L’artista firmò l’opera sulla base del trono con un’iscrizione che è anche una bellissima dedica alla Vergine: MATER SANCTA DEI / SIS CAUSA SENIS REQUIEI – SIS DUCIO VITA TE QUIA / PINXIT ITA.

Un aneddoto parla del particolare sistema utilizzato per far uscire dalla casa di Duccio il grande dipinto che, una volta terminato, risultò molto più alto rispetto alla porta.

 

Il retro della Maestà, secondo una ricostruzione ipotetica

Di questo e del significato della firma/dedica di Duccio nella Maestà si parlerà nella serata di giovedì 21 agosto, in occasione di un trekking urbano che vi porterà alla scoperta delle vicende degli artisti senesi.

L’itinerario partirà alle 21:30 dalla Piazza del Campo (punto d’incontro Fonte Gaia) per attraversare le vie del centro e giungere davanti alle case dei grandi protagonisti dell’arte senese.

Per info consultate la Pagina ufficiale delle Scoperte

 

 Michele Busillo