Un capolavoro da vedere del Duomo di Firenze

Tra i tanti monumenti che ci sono da visitare a Firenze, capita spesso che nel concentrarsi nell’ammirare i punti più noti in città come Piazza della Signoria, il Ponte Vecchio e il Duomo, uno perda di vista i capolavori che si hanno sotto gli occhi.

Una delle opere che forse più sfugge all’attenzione dei visitatori, ma che è assolutamente da vedere nel Duomo di Firenze, è la cosiddetta Porta del Paradiso. Questo grande capolavoro fu realizzato dal grande scultore ed orafo Lorenzo Ghiberti nella prima metà del XV secolo. Questa porta è in bronzo e si trova sul lato est del Battistero fiorentino e ciò che rappresenta sono le Storie dell’Antico Testamento, divise in diversi riquadri in cui l’artista ha sviluppato il racconto distribuito in diversi episodi che, trovando posto anche più di uno nella stessa cornice, vanno dalla Creazione dei Progenitori all’Unione di Salomone con la Regina di Saba. Insomma, un capolavoro assolutamente da vedere nel Complesso del Duomo di Firenze.

Una tecnica complessa

Dopo aver lavorato ai rilievi in bronzo, l’artista si occupò di dorarli con una tecnica complessa che richiese un processo tecnico complesso.

Questo è ben dimostrato dal tempo che lo scultore vi impiegò per realizzare tutti i rilievi: ben 27 anni. La porta infatti fu iniziata nel 1425 e fu ultimata solo nel 1452. Si trattò davvero di un periodo lunghissimo che però l’artista non dedicò interamente alla fusione dei rilievi. Bisogna infatti ricordare che Ghiberti fu un artista particolarmente richiesto nella Firenze del tempo; oltre alle opere per il Duomo, egli lavorò per la chiesa di Orsanmichele, sempre a Firenze, e per il Battistero del Duomo di Siena.

Si potrebbe dire che l’artista fu un uomo dotato di estrema pazienza – oltre che di grandi capacità tecniche – se consideriamo che, prima della Porta del Paradiso, Lorenzo realizzò un’altra Porta, sempre per il Battistero fiorentino e con la rappresentazione degli episodi del Nuovo Testamento. Quest’ultima è perfettamente conservata ed è ubicata sul lato Nord del Battistero fiorentino.

L’altra Porta di Ghiberti

Ancora racchiusi in cornici gotiche, gli episodi della Vita di Cristo furono commissionati dall’Opera del Duomo all’artista dopo che questi aveva ottenuto l’incarico grazie alla vittoria del Concorso del 1401 in cui, tra i vari artisti, parteciparono personalità del calibro di Brunelleschi e Jacopo della Quercia.

Se Lorenzo ottenne l’incarico, significa che era davvero grande la considerazione che si aveva delle sue abilità artistiche.

Perché “Porta del Paradiso”

Dopo aver scoperto la storia delle porte che Ghiberti fece per il Battistero di Firenze, la domanda è perché la Porta del Paradiso fu denominata così?

Se volete scoprirlo, non dovete fare altro che fare una visita guidata al Duomo di Firenze in cui, oltre ad ammirare una delle Cattedrali più grandi del mondo, conoscerete i tanti segreti che si celano dietro questo straordinario complesso.


 

Michele Busillo

Guida turistica di Firenze e Siena