Cavalcata dei Magi, Pieve di Corsignano, Ph by Saiko

La cavalcata dei Magi ‘nascosta’

Tra le varie rappresentazioni dei Magi – numerose specialmente nell’ambiente fiorentino grazie alla fortuna che il tema ebbe nel primo Rinascimento per via delle commissioni delle potenti famiglie mercantili – ve n’è una a cui tengo particolarmente e che oggi segnalo, all’inizio di questo nuovo anno che è partito in sordina. Si tratta di un rilievo di non grandi dimensioni, un’opera quasi intima per come è nascosta alla vista del visitatore distratto.

Mentre a Natale vi avevo raccontato dell’‘incompleta’ l’Adorazione della Pinacoteca di Siena, la Cavalcata dei Magi di cui vi parlo è invece un’opera estremamente compiuta.

Il viaggio dei Magi rappresentato sull’architrave del portale destro della Pieve di Corsignano a Pienza è una rappresentazione di grande forza evocativa, in grado di condensare, in pochi centimetri, il grande mistero del Dio fatto uomo, adorato da pastori e re.

Iconografi come graphic designer

Alla stregua dei moderni graphic designer, gli iconografi del Romanico diedero dimostrazione in questo rilievo di come una rappresentazione schematica potesse restituire i passi del Vangelo in cui è descritta la nascita di Cristo, l’annuncio ai pastori e il viaggio dei re orientali verso la grotta di Betlemme. L’artista o gli artisti autori dell’opera incisero nella soffice arenaria locale questi episodi cruciali del mistero dell’Incarnazione, in cui Dio si fece uomo per salvezza dell’umanità.

 

Quella cavalcata dei Magi incisa nella pieve da scoprire in Val d’Orcia

Cavalcata dei Magi, particolare della mangiatoia

Un personaggio in ogni paratia

Come accade in una delle macchine di Tempi moderni di Charlie Chaplin, l’ingranaggio dell’incarnazione divina sembra innescare una serie di azioni che avvengono, ognuna, in un compartimento a paratia stagna: da sinistra verso destra, i Magi avanzano verso la grotta del nascituro, ma prima di Lui un angelo annuncia il messaggio ai pastori; successivamente troviamo Gesù nelle fasce, riscaldato dal bue e l’asinello. Infine, Giuseppe è riconoscibile come personaggio isolato, nella tradizionale posa da meditatore sul prodigio cui ha assistito.

La cosa però più potrebbe sorprendere ad una prima vista di questo rilievo è l’assenza della Vergine, che solitamente è protagonista delle scene della Natività o dell’Adorazione dei Magi (basti solo pensare a come nella tradizione antica ella appaia nelle vesti di Theotokos – la madre di Dio – come spesso si ritrova rappresentata). A causa dell’usura della pietra arenaria, oggi risulta difficile identificare con certezza la figura che sovrasta i due animali che riscaldano il bambino; la presenza delle ali, sebbene molto consunte, non farebbe dubitare nell’identificarlo come un angelo.

Anziché la Vergine, intermediaria e madre misericordiosa, è un angelo a fare da tutelare al bambino Gesù assieme ai due animali vicinissimi al bambino, quasi a voler enfatizzare il carattere rurale di un’immagine a cui gli storici spettatori di questo rilievo erano abituati: i contadini della Val d’Orcia.

In questa scena che si può dire allora tutta al maschile, i Magi cavalcano per proseguire lungo la strada che li conduce alla grotta, eppure rivolgono in qualche modo un messaggio a noi. Precisamente guardano verso sud, verso quella decantata terra che la Val d’Orcia, dichiarata come si sa Patrimonio UNESCO, eppure in questi giorni sembra che questa terra risulti idonea per troppe cose, persino per lo stoccaggio di scorie radioattive.

La pandemia sembra abbia portato i rappresentanti delle istituzioni a perdere il senso di responsabilità nel tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico. Si spera che la luce della stella dei Magi porti nuova luce in questi tempi di pochezza economica ed etica, permettendo di preservare un territorio che le opportune politiche di tutela hanno mantenuto non solo pressoché intatto, ma anche reso economicamente redditizio e ricercato dai visitatori di tutto il mondo.

Quella cavalcata dei Magi incisa nella pieve da scoprire in Val d’Orcia

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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