Una visita di San Gimignano e della sua pinacoteca

Quando si visita la Toscana non si può prescindere nella visita del borgo di San Gimignano. Tuttavia, la città delle torri è molto di più che la stereotipata immagine della “Manatham del Medioevo”, come di solito è chiamata.

Patrimonio UNESCO, il centro di San Gimignano vanta un patrimonio artistico inestimabile, meritevole di essere conosciuto. Se capitate nel centro valdelsano in autunno, è possibile assaporare il fresco vento del primo autunno che soffia sulle colline della Val d’Elsa, trascinandosi dietro gli aromi dell’uva da poco macinata.

Non può esserci dunque periodo migliore di questo per andare a scoprire il territorio di San Gimignano, attraverso un itinerario che vi porterà a conoscere sia le bellezze artistiche, come ad esempio attraverso la sua pinacoteca.

Giungendo dalla strada che esce dal borgo di Colle Val D’Elsa, il dolce ritmo delle colline lascia a un certo punto spazio a quella che è una visione d’altri tempi, un’immagine che ci viene da un lontano passato ma che s’impone in tutta la sua concreta grandezza davanti al viaggiatore: le antiche torri di San Gimignano si scorgono già da lontano per chi arriva da sud-est, riflettendo una bellissima luce dorata nelle prime ore del mattino.

Dal lato sud è la Porta di San Giovanni che permette di entrare in questo che è uno dei borghi più affascinanti al mondo. Visitare San Gimignano in un itinerario d’arte è un’occasione imprescindibile per vivere la bellezza di un rinomato centro della Toscana. 

La città vanta prodotti enogastronomici di eccellenza, come la Vernaccia, primo vino italiano ad aver ottenuto, nel 1966, la qualifica di vino DOC. Oltre alla Vernaccia, di cui se ne ha già notizia all’epoca di Dante, San Gimignano si contraddistingue anche per la produzione dello Zafferano, una spezia molto apprezzata e ricercata, usata nel Medioevo addirittura per pagare i debiti di guerra contratti dal Comune in occasione dell’assedio di un castello.

“Una volta attraversata Piazza della Cisterna, si resta senz’altro impressionati davanti alla mole della Torre Grossa di San Gimignano, la più alta del borgo con i suoi 54 mt di altezza.

Nella Piazza del Duomo si trova sia la Collegiata – la cui sobria facciata non suggerisce al visitatore che all’interno dell’edificio si conservano preziosi affreschi della scuola senese del Trecento – e sia l’antico Palazzo del Comune.

All’interno di quest’ultimo ha sede il Museo civico, diviso in diverse sezioni, tra cui la bellissima “Sala del Podestà”, decorata con affreschi a tema amoroso, e la Pinacoteca, dove in questo periodo è ospitata un’interessante mostra sull’Annunciazione dipinta da Filippino Lippi. L’opera fu realizzata in due tondi, entrambi 110 cm di diametro raffiguranti rispettivamente la Vergine Maria e l’Angelo annunciante.

 

I due tondi fanno già parte delle collezioni della Pinacoteca; i due tondi sono stati oggetto di una mostra curata da Alessandro Cecchi, importante studioso della pittura fiorentina, già occupatosi nel 2011 di un’interessante mostra, sempre su Filippino Lippi, allora in esposizione alle Scuderie del Quirinale assieme alle opere del suo maestro Sandro Botticelli.

 

visita san gimignano

La mostra, svoltasi nel 2015, rientrava nell’ambito di un programma di valorizzazione e studio delle opere della Pinacoteca, un progetto che è stato avviato nel 2014 con la mostra dedicata a Pintoricchio, con la Pala della Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto.

Il percorso espositivo è arricchito dai documenti di allogazione dei tondi – i dipinti furono commissionati a Filippino nel 1482 dai Priori e dai Capitani di parte Guelfa di San Gimignano – e dal prestito di alcuni disegni dell’artista, in originale e in facsimile, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e che «costituiscono una testimonianza preziosa di quella fase preliminare di studio dal modello che fu di fondamentale importanza nella prassi artistica per gli autori fiorentini e per Filippino Lippi in particolare»¹.

I documenti riguardanti la commissione provengono dall’Archivio Storico Comunale di San Gimignano. Il loro inserimento nel percorso espositivo dà la possibilità di seguire le varie fasi dell’esecuzione dell’opera; siamo di fronte a uno dei pochi casi in cui, attraverso le carte, possiamo comprendere l’evolversi del lavoro di Filippino Lippi a cui furono richieste alcune significative modifiche al dipinto, in corso d’opera.

Figlio del già noto pittore Filippo e dell’ex suora Lucrezia Buti, Filippino Lippi fu un protagonista della pittura fiorentina nella seconda metà del Quattrocento, epoca caratterizzata da un’importante evoluzione stilistica, per certi versi determinata anche dalla crisi politica e dalle tensioni sociali alimentate dalle zelanti prediche di Girolamo Savonarola.

Dopo aver visto e ammirato i capolavori della pittura, sarà il momento di andare a scoprire altri capolavori, quelli del gusto; uscendo dal centro storico, ci si lascia alle spalle lo spettacolare profilo delle torri per immergersi lentamente nella verde campagna, dove le strade che si percorreranno sono affiancate da lunghi filari di vigneti. Diverse sono le opzioni di degustazione che potrete trovare negli agriturismi nei dintorni.