Sono queste le ultime giornate di Vendemmia in terra di Siena. E’ il tempo in cui i grappoli d’uva, ormai maturi, vengono raccolti da mani esperte per essere trasformati in uno dei prodotti più apprezzati di questa terra.

È nel periodo della raccolta quando qui si assiste a qualcosa di semplicemente magico: è quando il fresco vento del primo autunno soffia sulle colline della Val d’Elsa, trascinandosi dietro gli aromi dell’uva da poco macinata.

Non può esserci dunque periodo migliore di questo per andare a scoprire il territorio di San Gimignano, attraverso un itinerario che vi porterà a conoscere sia le bellezze artistiche del territorio che le sue specialità enogastronomiche.

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Giungendo dalla strada che esce dal borgo di Colle Val D’Elsa, il dolce ritmo delle colline lascia a un certo punto spazio a quella che è una visione d’altri tempi, un’immagine che ci viene da un lontano passato ma che s’impone in tutta la sua concreta grandezza davanti al viaggiatore: le antiche torri di San Gimignano si scorgono già da lontano per chi arriva da sud-est, riflettendo una bellissima luce dorata nelle prime ore del mattino.

Dal lato sud è la Porta di San Giovanni che permette di entrare in questo che è uno dei borghi più affascinanti al mondo, dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1990. È un centro di storia e di arte, ma anche di prodotti enogastronomici di eccellenza, come la Vernaccia, primo vino italiano ad aver ottenuto, nel 1966, la qualifica di vino DOC. Oltre alla Vernaccia, di cui se ne ha già notizia all’epoca di Dante, San Gimignano si contraddistingue anche per la produzione dello Zafferano, una spezia molto apprezzata e ricercata, usata nel Medioevo addirittura per pagare i debiti di guerra contratti dal Comune in occasione dell’assedio di un castello.

Una volta attraversata Piazza della Cisterna, si resta senz’altro impressionati davanti alla mole della Torre Grossa di San Gimignano, la più alta del borgo con i suoi 54 mt di altezza.

Nella Piazza del Duomo si trova sia la Collegiata – la cui sobria facciata non suggerisce al visitatore che all’interno dell’edificio si conservano preziosi affreschi della scuola senese del Trecento – e sia l’antico Palazzo del Comune.

All’interno di quest’ultimo ha sede il Museo civico, diviso in diverse sezioni, tra cui la bellissima Sala del Podestà, decorata con affreschi a tema amoroso, e la Pinacoteca, dove in questo periodo è ospitata un’interessante mostra sull’Annunciazione dipinta da Filippino Lippi. L’opera fu realizzata in due tondi, entrambi 110 cm di diametro raffiguranti rispettivamente la Vergine Maria e l’Angelo annunciante.

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L’esposizione, aperta fino al 2 novembre, è curata da Alessandro Cecchi, importante studioso della pittura fiorentina, già occupatosi nel 2011 di un’interessante mostra, sempre su Filippino Lippi, allora in esposizione alle Scuderie del Quirinale assieme alle opere del suo maestro Sandro Botticelli.

I due tondi fanno già parte delle collezioni della Pinacoteca e la mostra, inaugurata lo scorso 13 giugno con la presentazione della nuova sistemazione permanente dei due tondi in teche climatizzate, rientra nell’ambito di un programma di valorizzazione e studio delle opere della Pinacoteca, un progetto che è stato avviato lo scorso anno con la mostra dedicata a Pintoricchio, con la Pala della Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto.

Il percorso espositivo è arricchito dai documenti di allogazione dei tondi – i dipinti furono commissionati a Filippino nel 1482 dai Priori e dai Capitani di parte Guelfa di San Gimignano – e dal prestito di alcuni disegni dell’artista, in originale e in facsimile, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e che «costituiscono una testimonianza preziosa di quella fase preliminare di studio dal modello che fu di fondamentale importanza nella prassi artistica per gli autori fiorentini e per Filippino Lippi in particolare»¹.

I documenti riguardanti la commissione provengono dall’Archivio Storico Comunale di San Gimignano. Il loro inserimento nel percorso espositivo dà la possibilità di seguire le varie fasi dell’esecuzione dell’opera; siamo di fronte a uno dei pochi casi in cui, attraverso le carte, possiamo comprendere l’evolversi del lavoro di Filippino Lippi a cui furono richieste alcune significative modifiche al dipinto, in corso d’opera.

Figlio del già noto pittore Filippo e dell’ex suora Lucrezia Buti, Filippino Lippi fu un protagonista della pittura fiorentina nella seconda metà del Quattrocento, epoca caratterizzata da un’importante evoluzione stilistica, per certi versi determinata anche dalla crisi politica e dalle tensioni sociali alimentate dalle zelanti prediche di Girolamo Savonarola.

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Dopo aver visto e ammirato i capolavori della pittura, sarà il momento di andare a scoprire altri capolavori, quelli del gusto; uscendo dal centro storico, ci si lascia alle spalle lo spettacolare profilo delle torri per immergersi lentamente nella verde campagna, dove le strade che si percorreranno sono affiancate da lunghi filari di vigneti.

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Prendendo la strada che va verso Volterra, si giunge alla Fattoria di San Donato, un’azienda agricola che si caratterizza per un ambiente particolarmente suggestivo, dove si producono i vini tipici del territorio – Vernaccia in primis – che potranno essere degustati accompagnandoli con prelibati piatti preparati con ingredienti ottenuti tramite metodi biologici; molti di questi sono prodotti dalla stessa azienda agricola, come lo zafferano, le marmellate e l’olio d’oliva.

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Quella della Vernaccia è una storia secolare, così come lo è la storia del territorio in cui questo vino bianco si produce. Durante il percorso ci sarà modo di raccontare i molti aneddoti che circondano l’origine e la grande fama che questo vino si guadagnò sin dall’epoca di Dante, quando il Sommo Poeta lo cita nella Divina Commedia descrivendo il girone dei golosi nel Purgatorio.

Per scoprire le bellezze di San Gimignano, attraverso l’itinerario sopra descritto, e per avere maggiori informazioni sulle proposte di degustazione della Fattoria San Donato, contattatemi a info@www.guidaturistica-michelebusillo.com

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    Mi chiamo Michele Busillo e sono una guida turistica abilitata per le province di Firenze e Siena, in lingua italianaspagnola ed inglese. Vivo nel Chianti, a metà strada tra le città del Palio e la culla del Rinascimento. Amo far scoprire ai visitatori la bellezza di un territorio davvero unico.

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