mostra dante bargello

Sabato 24 Luglio, visita guidata alla mostra di Dante al Bargello

Sabato 24 Luglio, alle ore 17:30, sarà il momento di scoprire tutta la bellezza di una meravigliosa mostra, ospitata ora al Museo del Bargello di Firenze e dedicata a Dante Alighieri. Con il titolo “Onorevole e antico cittadino di Firenze”, frase ripresa da un commento di Giovanni Villani nella Cronaca Nova, la mostra è un suggestivo focus sulla fortuna della Commedia dantesca negli anni immediatamente successivi alla morte del Sommo Poeta.

Il costo della visita guidata è di 25 €, biglietto del Museo e auricolare incluso (il solo biglietto del museo costa 10 € senza la visita guidata).

La mostra dedicata a Dante al Bargello

L’esposizione, curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, docenti dell’ateneo fiorentino, è dedicata alla ricostruzione del rapporto fra Dante e Firenze dagli anni immediatamente successivi alla morte del poeta – il 1321, di cui quest’anno ricorre appunto il settecentenario – fino agli anni cinquanta del Trecento, grazie soprattutto alle preziose testimonianze delle copie della Commedia prodotte a partire da quel periodo presso alcune botteghe fiorentine specializzate, di cui nella mostra sono visibili alcuni magnifici esemplari.

Un momento della visita guidata alla mostra

Preziosi manoscritti prestati da importanti istituzioni nazionali e internazionali

I manoscritti esposti sono stati concessi in prestito da molte istituzioni bibliotecarie nazionali e internazionali; un cospicuo gruppo di esemplari proviene dalle tre importanti biblioteche fiorentine – la Biblioteca Laurenziana, la Riccardiana e la Biblioteca nazionale centrale – mentre altri sono importanti prestiti di istituzioni nazionali e straniere, come la Biblioteca Trivulziana, o la Pierpont Morgan Library di New York. Uno dei validi motivi per visitare la mostra è quello di poter compiere un viaggio nel mondo dei copisti e dei miniatori nella Firenze tra gli anni Trenta e Cinquanta del Trecento, periodo in cui troviamo esperti notai intenti nella trascrizione dell’opera dantesca, così come era già per loro usuale fare con i testi classici.

Stupende miniature

Inoltre, la novità rappresentata dalla produzione dall’opera dantesca fece sì che le modalità compositive del poeta (vedi ad esempio la terza rima), divennero il nuovo metro di stesura delle opere che si trascrivevano dalla tradizione classica.

Se a un primo impatto questa mostra sembra essere rivolta solo agli specialisti del settore della filologia, si può vedere in realtà come essa offri anche ai non addetti ai lavori – me compreso, che di mestiere faccio la guida – una serie di spunti per comprendere come Dante venisse considerato dagli uomini della generazione immediatamente a lui successiva.

Non mancano a tal proposito neanche esemplari con i commenti agli scritti di Dante, che si diffusero velocemente, a dimostrazione del successo dell’opera del Sommo Poeta che nell’arco di un venticinquennio registrò nella sola Firenze una produzione numerosa di copie volta ad «appagare la fame di Commedia di un’intera città». In uno di questi, che è un commento a Inferno XIII, l’autore anonimo dichiara di aver interrogato il poeta riguardo a un’antica leggenda su Firenze: sarà particolarmente bello vedere come il testo si presenti corredato dal disegno di una graziosa manina che segnala al lettore il punto del testo dove può ritrovare il momento dell’interrogazione.

Uno dei grandi punti di forza di questa mostra è la presenza di miniature stupende che corredano gli esemplari della Commedia, e non solo. Una delle più belle in assoluto è di un manoscritto della Commedia proveniente dalla Biblioteca Trivulziana di Milano in cui, in un passo del Paradiso, Dante viene raffigurato per la prima volta incoronato da Apollo con l’alloro poetico.

Quello che anche vedremo nella visita guidata dedicata alla mostra di Dante al Bargello è l’esposizione del cosiddetto Libro del Biadaiolo, proveniente dalla Biblioteca Medicea Laurenziana, in cui il mercante da alcuni identificato in Domenico Lenzi ha fatto decorare quello che doveva essere un comune listino dei prezzi del grano con delle miniature di grande interesse artistico e storico, oltreché politico. Tra le pagine miniate di questo manoscritto, quelle aperta alla vista sono una affascinante doppia veduta di Siena e di Firenze come esempi di ‘buono’ e ‘cattivo governo’, agli antipodi tra loro, nel tempo della carestia.

Le immagini di Firenze e di Siena come esempi di ‘buono’ e ‘cattivo governo’ nelle miniature dal Libro del Biadaiolo, esposto nella mostra

L’eccezionale autografo di Boccaccio esposto

Il termine cronologico su cui si attesta l’itinerario presentato nella mostra di Dante al Bargello non è a caso gli anni cinquanta del Trecento, periodo in cui abbiamo la definitiva consacrazione di Dante dovuta a Giovanni Boccaccio.

Di grande importanza fu il contributo del poeta di Certaldo, che di propria mano copiò tre volte la Commedia; sorprenderà senz’altro i visitatori avere modo di apprezzare il ritorno di uno di questi tre esemplari autografi, risalente agli anni 1350-1355 circa, eccezionalmente concesso dall’Archivo y Biblioteca Capitular di Toledo a Firenze, città da cui manca da secoli.

Inoltre, è importante ricordare il particolare valore simbolico della mostra su Dante al Bargello perché è proprio in questo edificio – quello che l’Alghieri aveva frequentato di continuo quando rivestiva la carica di Priore – che il Podestà Cante de’ Gabrielli di Gubbio lo condannò in contumacia il 27 gennaio 1302, con l’accusa di baratteria, corruzione e truffa. Qualche mese dopo, il 10 marzo 1302, nell’allora Sala dell’Udienza (oggi Salone di Donatello) fu emanata la sentenza che condannava il poeta all’esilio perpetuo e al rogo se fosse rientrato a Firenze.

Ulteriore legame di Dante con il Bargello è infine il presunto antico ‘ritratto’ del poeta che si conserva, datato entro il 1337, quando Giotto e la sua bottega lo realizzano.

«Queste celebrazioni dovranno essere occasione appunto di avvicinare soprattutto i non addetti ai lavori alla bellezza della letteratura e della poesia e quindi all’apprezzamento dell’opera di Dante Alighieri». Sono le parole di Luigi Dei, Rettore dell‘Università di Firenze.

La Cappella della Maddalena e il primo “Inferno” dantesco

Grazie a questo approccio serio ed autorevole, ma allo stesso tempo aperto ad una divulgazione rivolta al grande pubblico, viene degnamente celebrato il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta ci viene l’opportunità di fare una visita guidata ammirando le stupende opere in mostra, dove gli autori delle principali miniature sopra dette sono presenti anche con dipinti, come la bellissima tavola con il Lignum Vitae di Pacino di Bonaguida. Nell’ultima parte della nostra visita guidata alla mostra di Dante al Bargello andremo a vedere la Cappella Maddalena, dove, nella significativa esecuzione di Giotto e Bottega, scopriremo qual è il curioso oggetto che permette di identificare il volto di Dante tra quelli presenti numerosi nella scena del Paradiso. Sulla parete opposta, dove alcuni lacerti di affresco permettono di riconoscere l’Inferno, troveremo un personaggio che ci farà comprendere come la Commedia dantesca arrivò a influenzare persino l’iconografia di un grande maestro come Giotto.   

Come si può partecipare alla visita guidata

Per partecipare alla visita guidata basta scrivere una mail a info@guidaturistica-michelebusillo.com oppure inviare un messaggio, anche tramite whatsapp, al numero +39 333 2591526

L.Azzetta, S.Chiodo, T.De Robertis (a cura di), Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante, catalogo della mostra, Firenze, Museo Nazionale del Bargello, 21 aprile-31 luglio 2021, Mandragora, Firenze 2021.